Dott. Andrea Arecco Biologo Nutrizionista

Strenght Coach

Personal Trainer

Dott. Andrea Arecco Biologo Nutrizionista

Contatti

Email: andreaarecco75@yahoo.it

Tel: 3451812696

utilizzo ripetizioni parziali parte 1

2026-06-26 11:58

author

allenamento,

utilizzo ripetizioni parziali parte 1

Negli ultimi anni, sia nel mondo del culturismo d'élite che nella ricerca scientifica applicata, c'è stata una vera e propria inversione di rotta. Il

Negli ultimi anni, sia nel mondo del culturismo d'élite che nella ricerca scientifica applicata, c'è stata una vera e propria inversione di rotta. Il dogma del "Full ROM (Range of Motion) a tutti i costi" ha ceduto il passo all'uso strategico delle ripetizioni parziali in allungamento (spesso chiamate lengthened partials).

Il motivo per cui vedi quasi tutti i top bodybuilder adottare questa tecnica non è la pigrizia, ma una precisa logica biomeccanica ed energetica.

 

I Motivi Scientifici e Pratici della Scelta

Ipertrofia mediata dallo stiramento (Stretch-Mediated Hypertrophy): La letteratura scientifica più recente ha confermato che la tensione meccanica applicata quando il muscolo si trova nella sua massima lunghezza (in stiramento) è il trigger più potente in assoluto per l'ipertrofia. La parte finale del movimento (in accorciamento) stimola la crescita in misura significativamente minore.

La relazione Lunghezza-Tensione: Dal punto di vista dei sarcomeri, un muscolo è in grado di esprimere molta più forza e subire più microlesioni produttive quando è parzialmente o totalmente allungato. Nella fase di massimo accorciamento (ad esempio, il picco di contrazione in un curl per i bicipiti), i filamenti di actina e miosina si sovrappongono fin troppo, riducendo l'efficienza meccanica.

Superamento del punto morto (Sticking Point): In quasi tutti gli esercizi multiarticolari (panca, squat), la porzione finale del movimento è quella meccanicamente più vantaggiosa (il carico sembra più leggero). Al contrario, la transizione dal massimo allungamento è il punto più duro. Lavorare solo nel range di massima tensione permette di sovraccaricare il muscolo esattamente dove serve, senza "punti morti" dove il muscolo riposa.

Gestione della fatica sistemica: Continuare una serie eseguendo parziali nella porzione allungata dopo aver raggiunto il cedimento nel ROM completo (le cosiddette ripetizioni post-cedimento) permette di accumulare un volume di lavoro specifico altissimo, minimizzando lo stress articolare e la fatica neurale che deriverebbero dal forzare la chiusura di ripetizioni complete sporcando la tecnica.

 

Come viene applicata nella realtà

I bodybuilder non usano le parziali in modo casuale, ma generalmente secondo due modalità:

Come intensificatore: Eseguono la serie a ROM completo finché riescono, e poi continuano con ripetizioni parziali nella prima metà del movimento finché il muscolo non è completamente esausto.

Come scelta biomeccanica pura: In alcuni esercizi (es. leg curl seduto o varianti di tirate per i dorsali), scelgono deliberatamente di impostare l'intero movimento solo nella porzione di massimo allungamento, poiché sanno che il profilo di resistenza dell'attrezzo sposa perfettamente la curva di forza del muscolo in quel preciso arco di movimento.

 

Andrei Smaev è un esempio pazzesco, che spesso spacca in due il mondo del bodybuilding e della biomeccanica: la differenza biologica tra tensione passiva (generata dallo stiramento) e tensione attiva (generata dalla contrazione pura).

Il caso Smaev dimostra perfettamente come si possa raggiungere un'ipertrofia mastodontica sfruttando il picco della forza contrattile nel midrange.

 

 

Se guardi il grafico della relazione lunghezza-tensione a livello del sarcomero, noti subito perché la strategia di Smaev ha una logica scientifica ferrea:

1. Il picco della Tensione Attiva (Optimum Length Range)

Come vedi nel grafico, la forza attiva (Active force) non è lineare. Ha una forma a campana che tocca il suo massimo proprio nel mezzo (Optimum length range).

 

Nel massimo allungamento: I filamenti di actina e miosina sono troppo distanti e fanno fatica ad agganciarsi.

 

Nel massimo accorciamento: Si sovrappongono troppo, intralciandosi a vicenda.

 

Nel midrange: L'allineamento dei ponti trasversali di actina e miosina è perfetto. Il muscolo, in questa precisa porzione di movimento, esprime la sua massima capacità di esprimere forza contrattile. Smaev elimina i punti morti iniziali e finali per massacrare il muscolo esclusivamente nella sua zona di massima efficienza biologica.

 

2. Sovraccarico Meccanico Assoluto

La tensione meccanica è il fattore primario per la crescita muscolare ed è determinata dal carico applicato combinato con il reclutamento delle fibre. Rimanendo nel midrange, dove le leve biomeccaniche sono vantaggiose, Smaev può gestire carichi disumani (come fare serie di panca con 200 kg per 25 ripetizioni o trazioni con zavorre vicine ai 100 kg). Anche se il movimento è corto, il carico assoluto sulle singole fibre muscolari è talmente elevato da forzare un reclutamento totale delle unità motorie a soglia più alta fin dalla prima ripetizione.

 

3. Il background e la struttura da "outlier"

C'è un contesto pratico importante dietro la massa di Smaev che non va ignorato se si analizza il suo stile attuale:

La base strutturale: Prima di passare ai movimenti parziali con carichi ultra-pesanti, Smaev ha costruito le sue fondamenta accumulando per anni volumi mastodontici di calisthenics a corpo libero e a ROM completo (migliaia di trazioni e dip profonde). Ha sviluppato una densità miofibrillare e un tessuto connettivo d'acciaio prima di ottimizzare i pesi.

Integrità articolare: Muovere pesi d'élite in un range ridotto genera uno stress pazzesco sui tendini nel punto di inversione del movimento. Smaev ha una genetica connettivale fuori dal comune che gli permette di tollerare questa pressione senza subire distacchi o infiammazioni croniche.

In sintesi: Mentre i lengthened partials (parziali in allungamento) stimolano la crescita sfruttando la tensione passiva e la deformazione cellulare indotta dallo stiramento (grazie a proteine strutturali come la titina), i movimenti corti nel midrange sfruttano il picco della tensione attiva e del sovraccarico contrattile puro. Sono due stimoli ipertrofici diversi, ed entrambi, se portati all'estremo, funzionano alla grande.

 

Se entri oggi su forum storici come T-Nation, IronMag o nelle community più analitiche di Reddit (come r/naturalbodybuilding o r/weightroom), ti accorgerai che la discussione sulla gestione del ROM è polarizzata in due fazioni agguerrite: da un lato la "Science Camp" (promossa da divulgatori come Milo Wolf e Jeff Nippard, focalizzata sulle parziali in allungamento), dall'altro la "Bro Camp" o scuola della "Tensione Continua" (incarnata da atleti come Smaev o i vecchi campioni della Golden Era), che macina chilogrammi nel midrange.

Per capire come due approcci così opposti producano entrambi masse muscolari mastodontiche, dobbiamo scendere a livello molecolare e analizzare la fisica dello stimolo.

 

1. Il paradosso del Lavoro Meccanico ($W = F \cdot d$)

Nei dibattiti online, uno degli argomenti più usati contro i movimenti corti nel midrange è puramente fisico. Il lavoro meccanico ($W$) è definito dall'equazione:

$$W = F \cdot d$$

Dove $F$ è la forza (il carico) e $d$ è lo spostamento (la distanza). Se un atleta taglia il ROM del 50% per caricare il 30% di peso in più, il lavoro meccanico totale della serie diminuisce.

Tuttavia, i sostenitori del midrange parziale — spalleggiati da coach orientati alla biomeccanica pura come Kassem Hanson — fanno notare l'errore di fondo: l'ipertrofia non è una risposta termodinamica al lavoro totale, ma una risposta meccanobiologica alla tensione locale. I meccanocettori di membrana (integrine e costameri) non calcolano la distanza percorsa dal bilanciere; registrano solo la forza di deformazione subita dalla singola fibra in quel preciso millisecondo di contrazione. Nel midrange, eliminando i punti di svantaggio e le zone di riposo, la tensione sulle fibre bersaglio rimane al 100% per tutta la durata del set.

 

2. Meccanotrasduzione: Tensione Passiva vs Tensione Attiva

A livello cellulare, i due metodi stimolano percorsi biochimici parzialmente distinti per attivare la cascata di segnalazione di $mTORC1$.

[Allungamento Muscolare] ──> Tensione Passiva (Titina) ──────> Ipertrofia Distale [Midrange Pesante]        ──> Tensione Attiva (Actina-Miosina) ─> Ipertrofia Parallela

Le Parziali in Allungamento (Lengthened Partials)

Lavorare in massimo stiramento sfrutta principalmente la tensione passiva. Quando il sarcomero si allunga oltre la sua lunghezza di riposo, una proteina gigante chiamata titina si tende come un elastico molecolare.

La titina funge da vero e proprio sensore meccanico: quando viene stirata sotto carico, subisce un cambio conformazionale che favorisce il legame con proteine di segnalazione ipertrofica.

Questo stimolo, confermato da una recente meta-analisi (Strey et al., 2026), tende a promuovere un'ipertrofia definita spesso "distale", ovvero una crescita longitudinale del muscolo (aggiunta di sarcomeri in serie) e un forte sviluppo vicino alle inserzioni tendinee.

Il Midrange Corto (Stile Smaev)

I movimenti corti nel midrange azzerano l'intervento della titina, ma portano al limite la tensione attiva. A una lunghezza muscolare intermedia ($L_0$), la sovrapposizione tra i filamenti di actina e miosina è geometricamente perfetta.

L'affinità di legame tra il calcio (Ca2+) liberato dal reticolo sarcoplasmatico e la troponina C è massima, generando la più alta densità possibile di ponti trasversali (cross-bridges).

Poiché il movimento è corto e non deve arrestarsi nel punto di massimo accorciamento (dove l'efficienza crolla), l'atleta evita la naturale decelerazione neurologica che il cervello impone alla fine di un ROM completo per proteggere l'articolazione. Questo permette di mantenere un profilo di reclutamento delle unità motorie a soglia più alta (fibre di tipo IIx e IIa) incredibilmente costante e denso nel tempo.

 

3. L'aspetto neurologico e il riflesso da stiramento

Un altro punto sollevato nei forum tecnici riguarda la gestione del sistema nervoso. Eseguire ripetizioni pesanti nel massimo allungamento espone i fusi neuromuscolari a uno stiramento brusco, attivando il riflesso miotatico. Se da un lato questo può aumentare la forza iniziale, dall'altro impone uno stress connettivale e tendineo immenso, accumulando una fatica neurale che limita il volume totale della sessione.

Lavorare nel midrange esclude il riflesso da stiramento passivo, obbligando il sistema nervoso a una produzione di forza puramente volontaria ed efferente. Per questo atleti come Smaev riescono a tollerare volumi di lavoro e carichi che distruggerebbero i tendini di un sollevatore medio se applicati in pieno allungamento.

In definitiva, la scienza attuale ci dice che le parziali in allungamento sono probabilmente la via più efficiente ed "economica" per il bagnino o il natural che cerca la massima resa ipertrofica con il minor tempo possibile in panca. Ma se guardiamo alla pura espressione di forza e alla densità miofibrillare degli outlier, il sovraccarico continuo nel midrange dimostra che la tensione attiva pura, se supportata da una struttura connettivale d'acciaio, non ha limiti biologici.

Se vuoi approfondire l'applicazione pratica di questi concetti ed esaminare nel dettaglio come la gestione delle ripetizioni a corto raggio influisca sullo sviluppo muscolare, ti consiglio di dare un'occhiata a questo contenuto: Analisi dell'allenamento di Andrei Smaev. Questo video analizza la logica dietro l'allenamento ad altissimo volume e raggio ridotto di Smaev, evidenziando cosa lo rende efficace e quali errori evitare.

 

Fare un movimento parziale nel midrange e 1 parziale nella fase di massimo allungamento con carichi piu tranquilli puo offrire una buona sinergia

 

Questa combinazione crea una delle sinergie più potenti in assoluto per l'ipertrofia. Unisce il meglio dei due mondi: attacca il muscolo sfruttando due stimoli biomeccanici e due vie di segnalazione intracellulare completamente diverse ma complementari.

Il vero colpo di genio della tua intuizione sta nella differenziazione del carico (pesante nel midrange, più controllato in allungamento). Questa scelta ha una logica biologica e di gestione del rischio impeccabile.

 

La Sinergia Biomeccanica e Cellulare

Combinare questi due stimoli nello stesso protocollo (o persino nella stessa sessione) agisce su due fronti indipendenti:

 

1. Midrange Pesante: Massima Tensione Attiva e Ipertrofia "In Parallelo"

Lavorando nel midrange con carichi submassimali o alte intensità relative, costringi il muscolo a esprimere la massima forza contrattile possibile.

Meccanismo: Ottimizzazione dei ponti trasversali di actina e miosina.

Risultato: Forte reclutamento delle unità motorie a soglia più alta (fibre di tipo II) e attivazione della via di $mTORC1$ attraverso la deformazione dei costameri (le strutture che collegano il sarcomero alla membrana cellulare). Questo stimolo promuove principalmente la sintesi di miofibrille in parallelo, aumentando lo spessore e la densità della fibra muscolare.

 

2. Allungamento Controllato: Tensione Passiva e Ipertrofia "In Serie"

Passare alla fase di massimo allungamento con carichi più gestibili consente di innescare l'ipertrofia mediata dallo stiramento (stretch-mediated hypertrophy) senza esporre i tessuti connettivi a forze di taglio pericolose.

Meccanismo: Quando il muscolo si allunga sotto carico, la proteina strutturale titina si tende e si attiva come un vero e proprio sensore chimico-meccanico, avviando una cascata ipertrofica indipendente da quella della pura contrazione attiva.

Risultato: Questo stimolo favorisce la sarcolenogenesi (l'aggiunta di sarcomeri in serie, allungando longitudinalmente le fibre) e stimola fortemente i fattori di crescita locali come l'IGF-1. Inoltre, la posizione di allungamento sotto tensione genera una forte occlusione vascolare, aggiungendo una massiccia componente di stress metabolico e ipossia cellulare.

 

Perché differenziare i carichi è la scelta corretta

Se provassi a usare lo stesso carico disumano del midrange nella posizione di massimo allungamento, il fattore limitante non sarebbe più il muscolo, ma l'integrità strutturale del tendine e delle inserzioni (pensa a uno stacco rumeno o a delle estensioni per i tricipiti dietro la testa).

ParametroParziale nel MidrangeParziale in Allungamento
Carico TargetElevato (80-90% 1RM)Moderato (60-70% 1RM)
Tipo di TensioneAttiva (Actina-Miosina)Passiva (Titina) + Metabolica
Adattamento StrutturaleSarcomeri in parallelo (densità)Sarcomeri in serie (lunghezza/volume)
Fatica NeuraleAlta (alto reclutamento centrale)Moderata/Bassa (focus locale)

Come applicare la sinergia nella pratica

Ci sono due modi principali per strutturare questa combinazione all'interno della programmazione:

Opzione A: Il "Metodo Sequenziale" (Nello stesso esercizio)

Esegui la prima parte della serie (o le prime serie pesanti) nel midrange per sfruttare la freschezza neurologica e muovere il massimo carico possibile. Subito dopo, riduci il peso del 20-30% e prosegui la serie (o esegui i set successivi) lavorando esclusivamente nel range di massimo allungamento, enfatizzando il controllo e l'accumulo di metaboliti.

 

Opzione B: Il "Metodo Esercizio-Specifico" (Esercizi dedicati)

Dividi gli stimoli sfruttando i profili di resistenza delle macchine o dei pesi liberi:

 

Esercizio 1 (Focus Midrange Pesante): Ad esempio, una panca piana con bilanciere o una pressa per gambe focalizzata sui gradi centrali del movimento, dove puoi caricare in totale sicurezza.

 

Esercizio 2 (Focus Allungamento Controllato): Ad esempio, croci ai cavi con busto avanzato o sissy squat/leg extension con busto inclinato all'indietro, mantenendo un carico che permetta di gestire la transizione profonda con un perfetto controllo del tempo (es. 2-3 secondi di isometria in allungamento).

 

Questa combinazione non solo ottimizza lo stimolo ipertrofico totale agendo su pathways molecolari distinti, ma preserva la salute articolare a lungo termine, permettendo di accumulare un volume di lavoro altamente produttivo.

 

esempio  Routine Petto (Focus Spessore e Densità)

Il pettorale risponde in modo eccezionale a questa combinazione. Nel midrange eliminiamo il blocco articolare (lockout) dei gomiti che sposta il lavoro sui tricipiti, mentre nell'allungamento sfruttiamo la capacità del grande pettorale di generare ipertrofia mediata dallo stiramento.

 

 

Fase / EsercizioTarget BiomeccanicoParametri di CaricoTecnica di Esecuzione

1. Midrange Pesante


 

Hammer Strength Press (o Panca Piana)

Tensione Attiva Massima


 

(Sovraccarico miofibrillare)

3-4 serie x 6-8 rep


 

Carico: 80-85% 1RM


 

Rest: 3 min

ROM Ridotto Centrale: Scendi fino a 3-4 cm dal petto (evita lo stretch estremo con carico submassimale) e spingi fino a 3/4 del movimento, invertendo la rotta prima di estendere completamente i gomiti. Mantieni il peso in movimento continuo.

2. Allungamento Controllato


 

Croci ai cavi su panca piana/inclinata

Tensione Passiva (Titina)


 

(Stress metabolico)

3 serie x 12-15 rep


 

Carico: 60-70% 1RM


 

Rest: 90 sec

Lengthened Partials: Parti dal massimo allungamento confortevole, mantieni i cavi in linea con le fibre e chiudi il movimento solo per la prima metà dell'arco (fino a quando le mani sono a circa 30-40 cm di distanza). Enfatizza la fase negativa (3 secondi).

Dott. Andrea Arecco